Isteria di massa

Media e politicanti democratici tentano disperatamente di tenere in piedi il loro castello di sabbia in  quello che è diventato un indiscriminato attacco contro l’amministrazione Trump senza evidenze e prove di un reato ma presentando qualsiasi azione e dichiarazione dell’avversario che li sta distruggendo come un crimine da usare per il suo “impeachment”.

Quotidianamente assistiamo a fughe di notizie provenienti da fonti anonime che ancora lavorano per Obama, rimanendo nascosti e nell’ombra, poiché sanno di commettere un gravissimo crimine, alto tradimento, questo sì punibile con anni e anni di galera. Purtroppo scambiano un irreale incubo per realtà, i loro desideri per la Verità.

Sono arrivati al punto di teorizzare il bombardamento dell’aeroporto militare di Damasco come concordato tra Putin e Trump, cosicché Trump potesse dimostrare di non essere il pupazzetto dei russi. Comunque basta una mezzora di CNN o uno degli atri canali televisivi tutti “campaining” contro Trump per rendersi conto di come l’isteria di massa stia dilagando in America. L’ultimo sondaggio basato su dati statistici raccolti da una Università americana mostrava, pochi giorni fa, che il tempo dedicato a criticare negativamente Trump e i suoi uomini era pari al 90% del tempo totale delle trasmissioni, per CNN addirittura il 93%.

Il 90% dei media sono nelle mani dei poteri economici forti, il cosiddetto “establishment”, che vuole mantenere lo status quo (Wall Street, grandi Banche e Finanziarie, le industrie farmaceutiche, i grandi fondi di investimento, Soros), e sono terrorizzati da Trump e dai suoi milioni di supporter che vogliono sicurezza e confini sicuri, la ripresa economica, creare milioni di nuovi posti di lavoro,  un sistema sanitario che funzioni e non come quello di Obama i cui premi pagati dalla povera gente sono aumentati anche più del 100%solo in quest’ultimo anno, un forte taglio delle tasse per la “middle class” e per chi investe in attività produttive e infine ripulire Washington dalla corruzione e dalle lobbies,

Trump sta cercando di attuare questo programma ma è un’impresa difficile con il Congresso e il Senato americani impegnati in tre inchieste parlamentari sui presunti reati commessi da Trump, inchieste che costano miliardi ai contributori e drenano tutto il tempo e le risorse che potrebbero invece essere dedicate alle attività legislative per realizzare il programma di chi ha votato e fatto vincere Trump.

Oltre queste tre inchieste (collusione con i russi, intralcio alla giustizia, passaggio a Paesi ostili di notizie classificate) c’è infine l’inchiesta dello speciale investigatore nominato dal Dipartimento della Giustizia, l’ex Direttore dell”FBI, Robert Mueller che, praticamente, supervisiona tutte le inchieste ed ha il potere di mantenere il segreto su tutti i documenti, le evidenze e prove eventualmente collezionate e non condividerle con nessuna delle commissioni.

I democratici e i sedicenti giornalisti dei canali partigiani avranno un amaro risveglio quando Comey sarà indiziato di reato per non aver denunciato Trump se è vero che la sua memo dimostrerà che Trump cercò  di bloccare l’inchiesta della collusione con i russi. Ce ne sarà per tutti: Hillary Clinton e le sue email, Bill Clinton e il suo incontro segreto con Loretta Lynch, i responsabili delle fughe di notizie, lo spionaggio dell’amministrazione Obama ai danni di migliaia di cittadini americani e di Donald Trump. Vedremo anche qualche giornalista e “gola profonda” finire in galera.

Non mi credete? Ci vediamo alla prossima puntata, con l’esplosione psicotica dei “resistenti”.

I soliti noti

James R. Clapper, ex direttore della National Intelligence, ha dichiarato questa mattina di giudicare il licenziamento del direttore dell’FBI, James Comey, molto inquietante e che il sistema di pesi e contrappesi in vigore nel paese sono “sotto attacco” da parte del Presidente Trump.

Ora tutti conoscono Cappler e sanno che forse, dopo crooked Hillary è il più famoso bugiardo degli Stati Uniti, essendo stato preso con le dita nella marmellata quando nel 2013, sotto giuramento, negò di aver registrato milioni di telefonate degli americani.

Giusto fino a due giorni fa affermava che non erano state trovate evidenze di un coordinamento tra i russi e Trump per vincere le elezioni americane. Ora, improvvisamente, fa questa gravissima dichiarazione con la quale accusa i russi di aver condotto un attacco vincente contro gli Stati Uniti e Trump di essere un pericolo per le istituzioni.

Evidentemente dal quartier generale dal quale anche lui prendeva gli ordini prima di andare in pensione è partito l’ultimo disperato tentativo di fermare la verità. Ormai solo i democratici fanno finta di non saperlo, ma la loro inchiesta è finita nella spazzatura. L’America ora vuol sapere della banda dei sette.

L’incubo dei democratici

Il peggior incubo dei democratici americani non è Trump. E’ Trump+Putin e l’imminente arrivo dei Russi. Per questo, ispirandosi alla lotta partigiana, si stanno preparando alla Resistenza, guidati da Hillary Clinton, nome di battaglia, WetDiaper (PannolinoBagnato).

Le ultime parole famose

Il miliardario Mark Cuban dopo aver vaticinato il crollo dei mercati se Donald Trump avesse vinto le elezioni, insiste nelle sue performances che farebbero invidia al Mago Otelma, affermando che Trump non è preparato su nessun argomento o materia di governo. Forse ha ragione. Forse Trump merita un rating C-minus.

Ovviamente Cuban durante le campagna elettorale 2016 appoggiò Hillary Clinton e partecipò al dibattito presidenziale di Long Island lo scorso settembre. Per l’occasione twittò questo messaggio “Ho appena prenotato una poltrona in prima fila per vedere Donald distrutto da Hillary Clinton”. Ma allora, cosa si merita Mark Cuban che non ne azzecca una?