Introduzione

E’ il giallo finanziario dell’estate, assieme alla scalata alla Rcs, e tiene in sospeso la comunità finanziaria italiana, il governo ed anche, nella sua complessità, le sorti della politica. E’ partito da una banale contesa intorno alle sorti di una importante banca di provincia, l’Antonveneta, e come una valanga ha travolto sul suo cammino tutto e tutti: a partire da un’istituzione secolare e prestigiosa come la Banca d’Italia per arrivare agli equilibri tra maggioranza e opposizione e a quelli, sempre in bilico, tra magistratura e politica. Dalla sua soluzione dipende oggi un bene prezioso: la credibilità finanziaria dell’Italia e la prova della sua capacità di rimediare ai guasti di un mercato finanziario che ha mostrato di essere fondato più su rapporti personali, intrecci di potere, collusioni politiche, che su regole di comportamento e numeri, come dovrebbe essere prassi in un Paese industriale avanzato.
Nessuno può dire come se ne verrà fuori oggi dal caso Antonveneta: troppe ferite sono ancora aperte per tracciare un bilancio. Ma dal racconto di questa vicenda e dalle mosse dei protagonisti si può capire che cosa è in gioco e quali saranno le possibili soluzioni.

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