Un giorno nel futuro

A 10 milioni di estremisti democratici americani non interessa quello che il presidente degli Stati Uniti realmente pensa, dice o fa: per loro è, comunque, un misogino, omofobico, fanatico, nazionalista, nazista, frodatore, pervertito, simpatizzante del Ku-Klux-Klan e non ha diritto di governare anche se ha vinto regolarmente le elezioni sbaragliando i democratici anche nelle loro roccaforti.

Così si preparano a resistere, sovvenzionati dall’establishment democratico e parte di quello repubblicano che odia il Presidente, protestando in ogni maniera e usando ogni mezzo ostruzionistico per intralciargli il cammino.

Le strade sono percorse da marciatori professionisti e instancabili. Ogni procuratore generale o giudice con simpatie di sinistra (per loro il fondamentale principio “la giustizia è uguale per tutti” è diventato “la giustizia è uguale per tutti ma per la sinistra è più uguale che per gli altri”) è pronto a bloccare qualsiasi iniziativa questa amministrazione voglia percorrere a proposito di lotta al terrorismo e all’emigrazione e i media non si stancano di inventare storie, notizie fasulle e improbabili impeachment, ogni giorno che viene.

Ma come quando guardiamo la luce di una stella che arriva dopo milioni di anni luce e sappiamo che quella stella non esiste più, così i democratici pensano di essere ancora vivi e non si accorgono di essere già morti. Intanto Trump è avanti a loro di un giorno nel futuro. Innegabile vantaggio sapere quello che accadrà il giorno dopo.

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